|
DISCORSO DEL PREFETTO |
Un
cordiale saluto a tutti. Autorità religiose, politiche, civili e
militari ed a tutti voi cittadini di Terelle eredi di quei cittadini che a
cavallo del 1943 e 1944 subirono gli oltraggi della guerra più dura tra quante
la storia ricordi.
Un
saluto particolare ed un ringraziamento di vero cuore al Sindaco Vincenzo Leone,
che mi ha voluto qui a sottolineare l'indissolubile legame che unisce le
Autonomie locali allo Stato centrale.
Saluto
e ringraziamento che volentieri estendo anche al Prof. Pietro Grossi, che tanto
si e' adoperato per dimostrare il buon diritto di Terelle alla medaglia
d'argento.
La
motivazione della medaglia d'argento sintetizza il calvario della città e dei
suoi abitanti, cittadini e sfollati, ma per
meglio comprenderne
la drammaticità
occorre ripercorrerne, sia pure sommariamente, le tappe.
-
Già nell'ottobre 1943 Terelle offre asilo agli abitanti dei paesi posti
lungo la linea Gustav: solo da Cassino giungono ben 3.000 profughi.
-
Nel dicembre
successivo l'artiglieria
degli piazzata davanti
a Cassino,
comincia a battere
sistematicamente la parete a Sud Est del Monte cui si trova Terelle causando 33
morti;
-
Il 25 e il 28 gennaio 1944 Terelle subisce bombardamenti aerei devastanti
con altre morti e distruzioni;
-
Alla fine di gennaio la popolazione viene deportata a Roma ed anche al
Nord dell'Italia ed il paese rimane in balia degli scontri e dei corpo a corpo
tra i tedeschi asserragliati e le tristemente note truppe francesi del Gen. Juin,
che si erano incuneate sulle sommità di Belvedere, Cerro e Colle Abate;
Dal
9 aprile 1944 coloro che erano riusciti ad evitare la deportazione rifugiandosi
nelle campagne, nelle grotte e nei casolari isolati subirono il massiccio
rastrellamento delle SS, nel corso del quale furono uccisi altri 66 terellesi,
in quella che fu poi detta Valle della Morte.