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Il paese che ha nome TERELLE è arroccato su
un roccione della parete di nordest del Monte Cairo. Ad
un’altitudine di circa 1000 m. è circondato da boschi di faggi e
querce e carpini mentre, giusto sotto di esso, si trova un
castagneto dai tronchi secolari che produce dolci e saporite
castagne. In questo borgo e nelle numerose case sparse su tutto il
territorio un tempo si svolgeva la vita di montanari dediti
esclusivamente all’agricoltura e alla pastorizia. L’una e
l’altra sono oggi pressochè
scomparse e dei duemila abitanti d’un tempo non restano che
seicento persone quasi tutti anziani. Tra essi sono stati
individuati gli attori la cui caratteristica principale è quella
della conoscenza diretta della lingua del luogo, la quale corre il
rischio di scomparire visto che i più giovani non sono interessati
ad essa.
Riscoprire il passato perché non si perda la
memoria degli usi, dei costumi, della cultura e del dialetto, la
ricchezza, la vivacità con cui i nostri “Antessori”sapevano
esprimersi insieme alla saggezza tramandata di generazione in
generazione. Il progetto ha avuto inizio lo scorso anno ad
iniziativa della “ Compagnia degli Sconcertati” mossi
dall’amore per il proprio paese, ma anche dal forte desiderio di
non dimenticare ciò che è stato. Un popolo che non ha memoria del
suo passato è destinato a morire.
Sono state messe in scena
quest'anno due commedie.
1)
Commedia: “ Gente de na vota” Piazza Valle
Scritta in dialetto Terellese dal
Professore Achille Savelli. Saranno presentate scene familiari di
povera gente semplice e buona alle prese con la dura realtà della
vita.
2)
Commedia: “ Quigli’ate munne” Piazza Girone
Un viaggio fatto nell’Aldilà tutto in dialetto,
in sestine alla scoperta dei luoghi assegnati dopo la morte a tutti
i montanari che in questo paese hanno lavorato sodo, sofferto e
sperato. E’ da precisare che la popolazione, lontana come era
dagli altri centri abitati, viveva stretta intorno alle sue chiese e
nel rispetto dei precetti di essa. Scritta dal Professore Pietro
Grossi.
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