SERATE teatrali 

"COMPAGNIA DEGLI SCONCERTATI"

 
 

 Agosto 2005

 
     
 

Il paese che ha nome TERELLE è arroccato su un roccione della parete di nordest del Monte Cairo. Ad un’altitudine di circa 1000 m. è circondato da boschi di faggi e querce e carpini mentre, giusto sotto di esso, si trova un castagneto dai tronchi secolari che produce dolci e saporite castagne. In questo borgo e nelle numerose case sparse su tutto il territorio un tempo si svolgeva la vita di montanari dediti esclusivamente all’agricoltura e alla pastorizia. L’una e l’altra sono oggi pressochè  scomparse e dei duemila abitanti d’un tempo non restano che seicento persone quasi tutti anziani. Tra essi sono stati individuati gli attori la cui caratteristica principale è quella della conoscenza diretta della lingua del luogo, la quale corre il rischio di scomparire visto che i più giovani non sono interessati ad essa.

Riscoprire il passato perché non si perda la memoria degli usi, dei costumi, della cultura e del dialetto, la ricchezza, la vivacità con cui i nostri “Antessori”sapevano esprimersi insieme alla saggezza tramandata di generazione in generazione. Il progetto ha avuto inizio lo scorso anno ad iniziativa della “ Compagnia degli Sconcertati” mossi dall’amore per il proprio paese, ma anche dal forte desiderio di non dimenticare ciò che è stato. Un popolo che non ha memoria del suo passato è destinato a morire.

Sono state messe in scena quest'anno due commedie.

 

1)      Commedia: “ Gente de na vota”  Piazza Valle

Scritta in dialetto Terellese dal Professore Achille Savelli. Saranno presentate scene familiari di povera gente semplice e buona alle prese con la dura realtà della vita.

 2)      Commedia: “ Quigli’ate munne” Piazza Girone

Un viaggio fatto nell’Aldilà tutto in dialetto, in sestine alla scoperta dei luoghi assegnati dopo la morte a tutti i montanari che in questo paese hanno lavorato sodo, sofferto e sperato. E’ da precisare che la popolazione, lontana come era dagli altri centri abitati, viveva stretta intorno alle sue chiese e nel rispetto dei precetti di essa. Scritta dal Professore Pietro Grossi.